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L’importanza di completare il tratto santagatese della Fondovalle Isclero.La recente Domenica modalitร  incubo, quella esattamente di deci giorni addietro registratasi lungo la Statale Appia in territorio di Arpaia, con migliaia di auto bloccate per ore tra Arienzo e Montesarchio per effetto di un incidente stradale, ricorda quanto sia fondamentale andare a creare un’alternativa viaria valida e sostenibile a quella che, a dispetto della storica denominazione di Regina viarum, oggi ha perso molto del suo antico rango.I circa 20.000 veicoli che, mediamente nelle 24 ore, percorrono la tratta caudina dell’itinerario in questione – un terzo dei quali di tipo pesante – hanno guadagnato un peso specifico ancora piรน consistente all’indomani della pluriennale chiusura della linea ferrata Valle Caudina, circostanza che ha finito per riversare sull’asfalto quei pendolari che, per motivi di studio e di lavoro, utilizzavano il treno per arrivare in particolare nel Capoluogo napoletano.La giร  non facile situazione di base, quindi, ha finito per complicarsi ulteriormente con difficoltร  e rallentamenti che sono quotidiani in particolar modo nei momenti nevralgici della giornata.Se, poi, capita un tamponamento, un banale lavoro in corso, si ha la paralisi totale e due Valli finiscono per restare ingessate nella relativa mobilitร .Serve un’alternativa all’Appia, che sia ovviamente a prova di mezzi pesanti.Perchรฉ deve apparire chiaro come i collegamenti sull’asse Caserta-Benevento non possono essere vincolati solo ed esclusivamente ad un unico tragitto.In attesa che possa prendere forma un giorno la grande infrastruttura – se e quando – che dovrebbe andare a collegare lo svincolo autostradale di Caserta Sud alla rotonda dell’Appia in zona Paolisi, si deve necessariamente fare il tifo per il completamento della tratta saticulana della Fondovalle Isclero.Poco piรน di 2.000 metri di asfalto ancora da realizzare che consentirebbero di unire i due tronconi della Fondovalle ad oggi esistenti consentendo di dare vita ad un bypass all’Appia che partirebbe dalla giร  menzionata rotonda di Paolisi per arrivare fino ai giardinetti di Maddaloni attraverso un percorso che si articolerebbe anche lungo il braccio della Fondovalle Isclero che costeggia l’ospedale di Sant’Agata de’ Goti.Un percorso ampio e veloce, mai intasato di auto, che sarebbe buono a decongestionare l’Appia in ispecie nei momenti piรน difficili.Un bypass che, ancora, una volta completato il pezzo di Sant’Agata de’ Goti, porterebbe in 15-20 minuti dai Giardinetti alle rotonda dell’Appia e viceversa.Con un beneficio che sicuramente andrebbe a riflettersi anche in termini di maggiore sicurezza a pro di quei centri abitati – vedasi il caso Arpaia – ad oggi solcati da un fiume di veicoli divenuto ormai di quasi impossibile convivenza.

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