San Fortunato, ladri in azione ad Arpaia

Incredibile ma vero. I ladri non conoscono limiti alla decenza della loro azione.

“Siamo costretti a darvi una notizia amara che ci addolora profondamente e che getta un’ombra sulla dedizione di tanti: nella giornata di ieri, è stato rotto il lucchetto della Sagrestia di San Fortunato e sono state sottratte le batterie del sistema di elettrificazione della nostra amata Oasi di Pace”. Così dalla Officina sociale di Arpaia, associazione capitanata da Basilio Iuliano.

“Il danno non è solo economico – proseguono – Questo sistema elettrico non era un lusso, ma una necessità vitale per la sopravvivenza del nostro giardino. Serviva a un obiettivo cruciale: mantenere lontani i cinghiali, impedendo loro di distruggere il frutto del lavoro instancabile che i volontari svolgono in questo luogo di bellezza e serenità. Restituito alla comunità poco più di un anno fa, da area infestata da rovi e spine ad area per la meditazione e la sosta. L’Oasi è curata con amore e sacrificio da officina sociale pro Arpaia in collaborazione con la Parrocchia San Michele Arcangelo – Arpaia . Questo giardino è un simbolo, un luogo dove la cura, l’inclusione e la bellezza del territorio si incontrano e fioriscono. È un bene comune che rigenera non solo la terra, ma anche lo spirito di chi lo vive. Non è il primo furto che subiamo. Anzi in altre occasioni il danno economico è stato ancora più rilevante. Stavolta abbiamo deciso di denunciare pubblicamente quanto accaduto! Questo deprecabile gesto non è solo un furto; è un attacco alla comunità e al valore della cura. Ci ricorda, nel modo più duro, quanto sia fragile e prezioso il nostro patrimonio territoriale e quanto sia fondamentale l’impegno di tutti per proteggerlo. Curare il nostro territorio non significa solo ripulire o piantare fiori. Significa sentire la terra come nostra, comprendere che ogni albero, ogni recinzione, ogni pietra, ogni sistema di protezione, come quello che ci è stato sottratto, è un pezzo della nostra identità collettiva. Significa vigilare contro l’incuria e, peggio ancora, contro l’egoismo che porta a danneggiare ciò che è di tutti. Pensavamo di doverci proteggere dai cinghiali, dagli animali, invece abbiamo dovuto constatare che sono molto più pericolose le persone (poche, per fortuna). Dobbiamo alzare lo sguardo e riconoscere che il territorio è un dono e una responsabilità. La sua bellezza e la sua sopravvivenza dipendono dalla nostra costante attenzione e dal senso civico. Se permettiamo che atti come questo si verifichino, indeboliamo non solo una recinzione, ma il tessuto stesso della nostra convivenza. Invitiamo tutti a riflettere su questo. Non possiamo lasciare che la superficialità o il dolo di pochi annullino l’impegno e la passione di tanti. Se qualcuno ha visto qualcosa, vi preghiamo di segnalarlo; Continueremo a lavorare per ripristinare il sistema e proteggere il giardino, simbolo della nostra tenacia. Il nostro impegno per l’Oasi di Pace di San Fortunato e per il nostro territorio – la conclusione – non si ferma. Anzi, questo evento ci rafforza nella convinzione che custodire e valorizzare il nostro spazio comune è l’unica risposta possibile!”.

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