Doppio mortale sulla Fondovalle, donna assolta

Si chiude con una sentenza di assoluzione il processo legato al drammatico incidente stradale che, il 24 Gennaio 2019, costò la vita a una coppia di coniugi di Casoria.Il Giudice del Tribunale di Benevento, Gelsomina Palmieri, ha scagionato M.B., la donna di Cervinara che si trovava alla guida dell’auto coinvolta nel violento impatto lungo la Fondovalle Isclero, in territorio di Airola. Nonostante la gravità dell’evento e la perdita di due vite umane, l’imputata (difesa dall’avvocato Andrea De Longis) è stata assolta per insufficienza o contraddittorietà della prova. In sede processuale, dunque, non è stato possibile attribuire con certezza la responsabilità penale del decesso alla conducente, nonostante alcuni elementi critici emersi durante le indagini, come il superamento dei limiti di velocità.Quel pomeriggio di sei anni fa, la donna stava percorrendo l’arteria stradale per recarsi al lavoro a bordo della sua Peugeot 208.Secondo i rilievi tecnici, la vettura procedeva, come detto, a circa 76 km/h, in un tratto dove il limite di velocità è fissato a 60.Proprio nel tratto compreso tra lo svincolo di Airola e un cavalcavia, si è verificato l’impatto fatale.Una Citroen C4, guidata da un 64enne di Casoria accompagnato dalla moglie di 61 anni, stava procedendo nella medesima direzione di marcia quando, improvvisamente, avrebbe tentato una manovra di inversione di marcia da destra verso sinistra.L’impatto contro la fiancata sinistra della Citroen è stato inevitabile e violentissimo. Per i due coniugi napoletani non c’è stato nulla da fare: lo scontro si è rivelato fatale sul colpo.La conducente della Peugeot, rimasta ferita, era stata successivamente trasportata in ospedale e iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale. Nel corso del procedimento penale si erano costituiti parte civile i figli della coppia scomparsa, rappresentati dall’avvocato Andrea Abbagnale, con l’obiettivo di veder riconosciuta la colpevolezza della donna. Tuttavia, la ricostruzione della dinamica ha evidenziato come la manovra della Citroen (l’inversione di marcia in un tratto non consentito) abbia giocato un ruolo determinante, creando una situazione di incertezza probatoria sulla possibilità della conducente di evitare l’impatto, pur viaggiando oltre il limite consentito.Con la sentenza pronunciata ieri, cala il sipario sulla vicenda giudiziaria di primo grado, lasciando dietro di sé il dolore di una famiglia e la complessa interpretazione tecnica di un attimo che ha cambiato per sempre il destino di tre nuclei familiari.

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